Oggi sono ispirata dalle persone resilienti che mi circondano e dalla stessa luce che brilla di cuore in cuore.
Ho capito che, in tempo di guerra, l’argilla e la ceramica non sono solo oggetti d’arte, ma anche fonti e strumenti di recupero, resilienza e identità. In questa combinazione vedo il mio obiettivo. Ora realizzo sempre meno per la vendita e mi concentro di più sull’argilla come strumento di recupero mentale durante la guerra. In collaborazione con il musicista e innovatore Andriy Moroz, abbiamo creato l’evento ClayBell per aiutare le persone a superare esperienze traumatiche e gli attacchi quotidiani di razzi e droni, attraverso la modellazione intuitiva dell’argilla e la musica dal vivo.
Per i nostri eventi ClayBell, Andriy utilizza anche strumenti incredibili realizzati con vari materiali di scarto – gusci di noci, tappi di birra, vecchi gettoni della metropolitana in plastica, pezzi di giocattoli per bambini, ecc.
I suoni che Andriy utilizza durante i nostri eventi sono molto naturali e simili a quelli dell’acqua e del vento.
Cosa rende unico il mio lavoro?
Una simbiosi tra artigianato e musica. ClayBell non è solo un progetto di arteterapia, ma un dialogo tra materia e suono, tradizione e modernità. È un nuovo modo di percepire l’argilla, la musica e l’arte in generale. È un esempio di come un’artigiana e un musicista possano unire la loro esperienza e il loro mondo interiore per dare un nuovo suono a una cultura – autentico, profondo e reale.
Il progetto dimostra che l’argilla non è solo un materiale per stoviglie e decorazioni, ma anche una sostanza viva che può suonare e diventare uno strumento di recupero culturale e mentale. Ogni partecipante crea oggetti intuitivi sotto l’influenza delle sensazioni – suoni, tocchi. Ognuno è unico.