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AnuschB: Vetro e benessere

Categoria

Articoli

Data di pubblicazione

10/07/2025

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"Il vetro è vivo."

Si muove, respira, si trasforma. Passa da solido a liquido e ritorna, catturando luce, memoria e tempo nella sua struttura. Per l’artigiana del vetro Anusch, il vetro è più di un mezzo. È un maestro, uno specchio e un collaboratore. Vivendo tra l’Italia e il Belgio, incorpora tecniche tradizionali e vita contemporanea in ogni pezzo, donando loro un’anima.

AnuschB è una designer di gioielli e artista del vetro perle con sede vicino a Bruxelles, originaria della Costa d’Avorio. La sua passione per le perle è iniziata con le perle di scambio africane e l’ha portata a studiare gemmologia (HRD Anversa) e Precious Metal Clay. Nel 2005 ha scoperto la lavorazione del vetro a lume e da allora si è formata con artisti di fama come Jean-Pierre Baquère e Kristina Logan. Membro dell’Association des Perliers d’Art de France, Anusch fonde tradizione e innovazione per creare gioielli in vetro espressivi e pieni di luce.

La magia del vetro

“Lavorare il vetro,” dice, “è entrare in una conversazione con il calore e l’intuizione.” Che si tratti di 800°C alla fiamma o oltre 1200°C in un forno per la colata, il processo richiede attenzione e uno stato mentale calmo. “È pericoloso – devi essere completamente presente. È questo che lo rende così meditativo. Quando lavoro con il vetro, tutto il resto scompare.”

Il vetro offre possibilità infinite. È trasparente o opaco, incolore ma potente, delicato eppure duraturo. “Il vetro ha una personalità. Reagisce. Cerchi di controllarlo, ma devi anche ascoltarlo. Il vetro ha una sua via. Può essere appuntito o morbido, fluido o strutturato. Lo guidi, ma ti sorprende anche.”

Durante il cancro, il vetro è diventato uno specchio della sua esperienza: fragile ma resiliente, trasformato dal fuoco. Quando il tempo si è contratto nell’incertezza dei trattamenti, “la vita si è ristretta… il mondo sembrava diverso, più piccolo”. Eppure, anche allora, ha continuato a tenere la torcia accesa. “Ho fatto 10 perle al giorno per quasi un anno, ognuna come un respiro, un modo per segnare il tempo.”

Il 17 febbraio 2024, il compleanno del suo compagno, ha iniziato un progetto: dieci perle al giorno, ogni giorno, fino all’anniversario dell’intervento. Un atto di resistenza silenziosa, un rituale di amore, ripetizione e guarigione. “Ogni perla era come un respiro. Non ci pensavo troppo. Mi sedevo e le facevo.” Quel ritmo quotidiano – 3.510 perle in totale – è diventato sia un’ancora che una linea di salvezza, un modo per reclamare il tempo, trasformare il dolore in presenza.

Il vetro non si è limitato a riflettere ciò che stava vivendo: l’ha aiutata a ricostruirsi dall’interno. “Ho capito che questo mestiere non è solo una parte di me. È me. È il mio respiro, la mia spinta vitale.”

La vita dentro il materiale

Anusch lavora con quasi tutte le tecniche di lavorazione del vetro:

Lavorazione a lume: è la sua tecnica più intima. Usando una torcia da banco e bacchette di vetro, modella il vetro fuso in perle e sculture.

Soffiatura del vetro: eseguita a temperature più elevate, comporta l’inflazione del vetro fuso in forme cave con una canna da soffio. “Richiede chiarezza, devi sapere dove stai andando. È fisicamente intensa e collaboro spesso con altri artisti per i pezzi più grandi.”

Formatura in forno / Fusing / Pâte de Verre: qui, vetro in polvere o frantumato è posto in stampi e fuso in un forno. La pâte de verre consente trame incredibilmente delicate. “Ho seguito un workshop in Italia che ha cambiato tutto, è stato un momento luminoso.”

Colata in sabbia: vetro fuso versato in stampi di sabbia. È un processo intenso e intuitivo. “Ho solo un giorno per preparare e colare. Il risultato è spesso una sorpresa, e mentre si raffredda lentamente per due giorni, non vedo la forma finale fino ad allora.”

Stampa fotosensibile: con prodotti chimici fotosensibili e fotografia, integra immagini e trame direttamente nella superficie del vetro. “Mi permette di raccontare storie a strati.”

Collabora con altri artigiani per le tecniche che non padroneggia. Ad esempio, per la doratura lavora con artigiani a Venezia. Per le sue opere in colata, lavora con artigiani del metallo per aggiungere struttura o contrasto. “Ogni pezzo mi dice di cosa ha bisogno. Scelgo i collaboratori in base all’anima del lavoro. Non è solo tecnica, ma anche sensibilità.”

Ciò che distingue il vetro, dice, è la sua relazione con la luce. “Una scultura in vetro non è mai la stessa. Cambia durante il giorno. Il modo in cui la luce lo attraversa lo fa sentire vivo. Vivi con qualcosa che evolve. Ha una presenza.”

Questa qualità di presenza rende il vetro più di una decorazione. È dinamico. Trasformativo. “Quando qualcuno porta un pezzo a casa sua, diventa un compagno silenzioso. Riflette qualcosa.”

C’è una ragione per cui le tecniche del vetro sono state protette, persino tenute segrete in luoghi come Venezia. “Fondere il vetro con una fiamma, alla tua scrivania, con un piccolo forno – è magia. Non hai bisogno di un grande studio. Hai bisogno di tempo e cura.”

Un mestiere di padronanza e intuizione

Il vetro è un mestiere lento. Ci vogliono spesso più di dieci anni per padroneggiarlo davvero. Ma offre una gioia immediata. “La prima volta che un principiante fonde il vetro e crea una perla, c’è questo momento waaah-ha. Ancora oggi guardo pezzi che ho fatto 20 anni fa e mi sento orgogliosa. Sono imperfetti, ma sono miei.”

Dalle minuscole perle alle sculture, il suo lavoro si evolve in scala. Recentemente ha sperimentato perle piatte e forme modulari, esplorando come la ripetizione e il ritmo possano trasformare il gioiello in installazione.

E mentre continua a insegnare, nota come molti dei suoi studenti stiano affrontando disagi personali, cercando indirettamente guarigione. “Lavorare con le mani, creare qualcosa dal nulla – è potente. Ti dà radici. Il vetro riporta le persone a sé stesse.”

Il vetro non è statico. Registra il movimento, trattiene il respiro, trasmette la luce. Ricorda il calore e la pressione. E nelle mani dell’artigiano, diventa qualcosa di più della bellezza: diventa vivo.

Chiarra Gianina Fernandes

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