1. Chi sei e di cosa ti occupi?
“Sono Manuel Persa, artigiano contemporaneo e direttore dello studio ARBIO, con sede nel Parco Naturale de Redes (Asturie). Dal mio laboratorio, progetto e realizzo pezzi unici utilizzando un materiale sviluppato da me, il Biocastanar®, derivato da gusci di castagna e leganti naturali. Mi specializzo in architetture effimere, vetrine, arredi, lampade e oggetti scultorei, fondendo design digitale, stampa 3D e tecniche artigianali tradizionali. Trasmetto la mia esperienza attraverso workshop su biomateriali e processi sostenibili per studenti e professionisti.”
2. Perché hai scelto questa professione?
“Fin da bambino ho avuto la passione per il disegno e la costruzione; sono cresciuto in una casa senza eredità artistica, anche se mio nonno era falegname, e toccando i suoi attrezzi è nata la mia curiosità. Con il tempo, la mia formazione nel design e il trasferimento nell’ambiente naturale di Redes mi hanno portato a unire creatività, natura e innovazione. Ciò che più mi appassiona è trasformare scarti agricoli in arte funzionale e sostenibile.”
3. Chi sono i tuoi principali clienti?
“La maggior parte dei miei clienti sono gallerie, collezionisti d’arte contemporanea, studi di interior design e architetti che apprezzano pezzi esclusivi con valori ambientali. Collaboro anche con enti pubblici e privati nella formazione specialistica, offrendo workshop a designer emergenti, maker e studenti interessati ai biomateriali.”
4. Quali materiali usi e dove li reperisci?
“Utilizzo principalmente gusci di castagna provenienti da trasformatori delle Asturie, della Galizia e del Bierzo, raccolti nei pressi del mio studio. Impiego leganti biologici come gelatina, agar agar e amido. Tutti i materiali sono locali e organici, il che riduce al minimo l’impatto ambientale e rafforza la nostra filosofia di economia circolare.”
5. Quali tecniche e strumenti utilizzi?
“Il mio lavoro combina tecniche digitali—modellazione 3D e fabbricazione additiva per creare stampi—with processi manuali, come modellazione, essiccazione naturale, levigatura e finitura con oli naturali o gommalacca. Utilizzo anche il taglio laser occasionalmente. Questa ibridazione tra tecnologia e artigianato genera forme biomimetiche uniche.”
6. Il tuo mestiere è innovativo o a rischio di estinzione?
“È chiaramente in una fase di rivalutazione. Sebbene l’artigianato tradizionale sia a rischio, l’innovazione con i biomateriali offre un percorso sostenibile e culturalmente potente. Credo che professioni come la mia, che integrano tecnologia, natura e creatività, rappresentino il futuro del design artigianale e debbano essere riconosciute come opzioni professionali ad alto impatto.”
7. Come ti sei formato?
“Ho iniziato con il Design Grafico alla ESAPA (2007), poi ho seguito un master in Design Multimediale all’ELISAVA (2009) e ho diretto progetti di arte e animazione tra il 2010 e il 2018. Dal 2018 ho fondato Volumínica, uno studio di design e interior, dal 2020 dirigo il Laboratorio Biomimético, un centro di ricerca e formazione sulla biomimetica, e dal 2024 ho avviato il marchio ARBIO, con cui creo pezzi funzionali o artistici.”
8. Che consiglio daresti ai giovani interessati al tuo mestiere?
“Direi: esplora con curiosità e coraggio, padroneggia gli strumenti digitali ma rispetta le tecniche manuali; trova ispirazione nella natura; impara dai rifiuti e punta su materiali locali. Formarsi in biomimesi ed economia circolare non solo amplia la creatività, ma ti collega anche a bisogni reali del design sostenibile. L’artigianato del XXI secolo è ibrido: tecnico, digitale ed ecologico.”