Lavoro il legno da oltre 50 anni e sono nel mondo del restauro da oltre 40. La mia attività è il Restauro dei mobili antichi e delle opere lignee in generale, sono specializzato nel restauro e nella lavorazione di opere intarsiate. Oltre al restauro, realizzo opere nuove , anche su commissione, con decorazione a intarsio. Da quasi 40 anni mi dedico anche all’insegnamento, in passato presso scuole e istituzioni, pubbliche e private, e negli ultimi tempi anche presso il mio atelier.
Perché questa professione?
Ho iniziato da ragazzo nelle vacanze estive in una falegnameria vicino a casa. Poi in seguito ho continuato in altri laboratori della provincia di Bergamo dove si realizzavano arredamenti su misura. Mi sono appassionato alla lavorazione del legno e nel tempo anche al restauro del mobile antico. Dopo 10 anni, nel 1982, ho deciso di trasferirmi a Firenze, la capitale dell’artigianato e del restauro, per approfondire la conoscenza del restauro.
Qual è il mio target principale?
I miei clienti sono sia privati, sia restauratori di altre discipline che si rivolgono a me per interventi sulla parte lignea, organizzazioni pubbliche e talvolta architetti per specifici progetti.
Le persone che dall’Italia e dall’estero frequentano i miei corsi sono: Studenti universitari nel campo del restauro e che vogliono fare esperienza pratica di lavoro; Studenti stranieri di lingua italiana, innamorati di Firenze e che che vogliono avere una esperienza di lavoro di artigianato artistico; Persone che già lavorano il legno che però vogliono fare una conoscenza delle tecniche di lavorazione antiche.
I materiali che uso di più e dove me li procuro.
I materiali utilizzati nel mio lavoro sono generalmente tradizionali, i legni, le colle animali, la vernice a gommalacca, la cera d’api, e si acquistano in negozi specializzati che ancora a Firenze si trovano, anche se non più come una volta. In compenso tanti prodotti ora si possono acquistare anche su internet in siti specializzati.
Le tecniche e gli strumenti che utilizzo nel mio lavoro per la produzione e per gli scopi di marketing.
Le tecniche di lavorazione sono per la maggior parte tradizionali, anche se bisogna prendere atto che c’è stata una grande evoluzione sia nei nuovi macchinari di lavorazione, sia nella produzione dei materiali e talvolta bisogna saperli utilizzare in quanto possono essere molto utili, a seconda delle particolari situazioni di intervento.
Il mio punto di vista sull’evoluzione della mia professione: innovativa o in pericolo?
Rispetto a quando ho iniziato il mio percorso di formazione nel restauro di opere lignee, la situazione è cambiata radicalmente. Imparare il mestiere prima significava frequentare la bottega di un bravo maestro e quindi apprendere direttamente dal rapporto con lui. Ora il percorso è di studio di varie materie, sicuramente importanti perché è fondamentale la conoscenza di quello che si fa. Si è perso però l’apprendimento che viene dall’esperienza a fianco del maestro artigiano. Secondo me è fondamentale abbinare ai percorsi di formazione di scuole superiori e universitarie, il coinvolgimento della figura dell’artigiano.
Come ho imparato e sono diventato un professionista.
Ho iniziato da ragazzo a 14 anni a lavorare in laboratori di falegnameria dove si realizzavano arredamenti su misura e considero questa la prima importante scuola. Poi ho frequentato un corso di 2 anni di restauro del mobile antico a Firenze, presso L’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli, che esiste ancora, e in seguito sono andato nella bottega del maestro della scuola. Siamo rimasti io e il maestro insieme per 10 anni e nel contempo ho iniziato a collaborare con la stessa
I miei consigli ai giovani interessati alla mia professione.
Se devo dare un consiglio a un giovane laureato in restauro e conservazione, direi senz’altro di completare il suo percorso formativo con una consistente frequentazione della bottega di un bravo maestro.












