Immaginiamo di non sapere nulla… puoi descrivere la tua professione?
Mi piace definirmi un liutaio. Il mio mestiere è ocarinaio, sono Maestro Artigiano di ocarina maiorchina. Le ocarine sono piccoli strumenti musicali a fiato in argilla che appartengono alla famiglia dei flauti globulari. La combinazione dei quattro elementi — aria, terra, acqua e fuoco — culmina nella nascita miracolosa di un’ocarina. È una professione creativa. Ogni ocarina ha la sua personalità, perché è ricoperta dei miei sentimenti, sogni e speranze. Il momento più magico è quando l’argilla diventa musica.
Quali materiali usi?
Per creare un’ocarina maiorchina utilizzo argilla maiorchina di Villafranca, acqua piovana, strumenti in legno per la modellatura, un forno a gas e, per la finitura, engobbi, materie organiche e tutto l’amore che metto nella realizzazione di ogni ocarina.
Chi è il tuo cliente ideale?
Musicisti, studenti di musica e, in generale, persone sensibili alla musica e al suono degli strumenti a fiato.
Hai scelto di essere artigiano. Come è nata questa decisione?
Ho studiato chitarra al Conservatorio di Palma e con insegnanti privati. In seguito ho partecipato a corsi specializzati di ceramica e modellazione. Il mio amore per le Belle Arti mi ha portato a studiare design grafico a Maiorca, ma al secondo anno questi corsi furono soppressi, interrompendo quello che sarebbe dovuto essere un percorso di cinque anni. Deluso per non aver potuto completare gli studi, mi consigliarono di incontrare il mio mentore, Benet Mas, un terapeuta autodidatta. Alla fine mi invitò a partecipare al bellissimo progetto dell’ocarina maiorchina; per questo posso dire: «Non sono stato io a scegliere l’ocarina, è l’ocarina che ha scelto me.»
Il momento più bello della mia carriera è stata la realizzazione del progetto I Suoni della Terra, presentato ad Algaida (Maiorca) il 12 agosto 2012, durante il quale abbiamo potuto godere di un documentario sulla storia e l’evoluzione dell’ocarina, e di un concerto per ocarine e percussioni d’argilla.
Definiresti il tuo lavoro una passione?
Da un lato serve talento musicale, dall’altro bisogna essere abili, precisi e sensibili con l’argilla. Inoltre, servono predisposizione, impegno, passione e un amore incondizionato.
Che ruolo hanno talento, sapere e creatività nella tua professione?
L’esperienza porta alla perfezione dell’ocarina. Ho provato molte tecniche — levigatura, neriage, engobbi colorati, cottura in fossa… — ma ho sempre onorato l’ocarina tradizionale, quella che la gente continua a chiedere.
Le mie principali forme di diffusione sono state la creazione di un sito web, i social network, l’associazione I Suoni della Terra, concerti, premi e riconoscimenti, la Fiera della Ceramica di Marratxí, esposizioni e documentari. Tutto ciò è essenziale affinché l’ocarina sia conosciuta e non scompaia.
I Suoni della Terra
L’associazione ha come obiettivo proteggere e far conoscere una piccola voce che, insieme a molte altre, fa parte della nostra cultura maiorchina. Questa voce non è fatta di parole, ma dei dolci suoni dell’ocarina maiorchina. Vogliamo recuperarla e preservarla come patrimonio storico, musicale, culturale, etnografico e artigianale.
Secondo gli antichi, quando le stelle ruotavano nell’etere, producevano un suono armonico, assordante, ma inudibile all’uomo, abituato a chiamarlo silenzio. In quel silenzio, uomini e donne impararono ad ascoltare altri suoni: i suoni della Terra. Mischiando terra e acqua, plasmarono l’argilla, poi affidata al morso del fuoco. Il respiro divenne strumento per produrre suoni dolci e magici.
Obiettivi dell’associazione:
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Restaurare e preservare l’ocarina maiorchina.
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Promuoverla nelle scuole e tra i giovani.
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Diffondere l’ocarina come strumento versatile.
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Creare gruppi musicali di ocarine.
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Pubblicare studi, partiture, fotografie, documentari.
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Creare un museo dell’ocarina.
E l’innovazione?
Il mio maestro Benet mi ha introdotto in questo mondo. Ho iniziato nel gennaio 1987 e ad agosto ne ero totalmente assorbito.
Che messaggio daresti ai giovani che vorrebbero intraprendere questo mestiere?
L’ocarina è uno strumento artigianale meraviglioso, dal suono spirituale, che invita ad amare la musica, le proprie radici e il proprio patrimonio culturale.
Conclusione
In 30 anni ho creato molte ocarine, ma nessuna è mai stata uguale all’altra, perché ognuna è nata in un momento diverso della mia vita e contiene i miei sentimenti, emozioni e sogni. Tutte mi hanno aiutato a evolvermi come persona e come professionista.


