Fondata nel 1972 e forte di oltre 1.100 membri, tra cui privati cittadini, artigiani e 70 comuni, l’Association pour la sauvegarde de la maison alsacienne (ASMA) rappresenta un esempio da seguire per la conservazione e la valorizzazione dell’architettura vernacolare.
La sua missione? Sensibilizzare il pubblico sul valore storico, culturale, ambientale, economico e sociale del patrimonio costruito alsaziano, prestando particolare attenzione alle tecniche costruttive e ai materiali in relazione alle specificità del territorio. In che modo? Mettendo a disposizione la propria esperienza e riunendo istituzioni pubbliche, artigiani, proprietari e associazioni attorno a un obiettivo comune: salvaguardare e preservare il paesaggio urbano alsaziano ed evitare la demolizione degli edifici storici ogniqualvolta sia possibile recuperarli.
Gestita interamente da volontari, ASMA articola la propria attività intorno a tre missioni fondamentali: conoscere, imparare e difendere. Le sue attività educative, realizzate attraverso eventi e corsi di formazione, sono affiancate da servizi di consulenza rivolti ai comuni e ai proprietari, che contribuiscono a prevenire interventi affrettati e irreversibili.
Questa attività di consulenza è accompagnata da una vera e propria azione di vigilanza. Ogni anno vengono demoliti quasi 300 edifici. ASMA interviene sul territorio grazie a una rete di “sentinelle” che individuano le case abbandonate, degradate o minacciate di demolizione, permettendo all’associazione di agire in base all’urgenza della situazione. Attualmente sono aperti più di 30 casi. In alcune circostanze, ASMA non esita a presentare ricorso dinanzi al tribunale amministrativo e a contestare i permessi di demolizione.
Questo accompagnamento è ulteriormente arricchito dal collegamento con una vasta rete di artigiani, architetti e ingegneri specializzati nel patrimonio costruito. Durante gli “Stammtisch”, gli incontri di discussione di ASMA, chiunque può sottoporre le proprie domande a professionisti volontari, che si tratti di struttura, isolamento, umidità, intonaci o patologie edilizie.
Come afferma Denis Elbel, membro di lunga data e attuale presidente di ASMA, solo l’impegno congiunto di tutte le parti interessate può portare a risultati concreti.
Mad’in Europe ha avuto il piacere di incontrarlo nella casa alsaziana che restaura con passione insieme alla moglie dal 2010. Attraverso la storia unica di questa abitazione, ci invita a scoprire le caratteristiche del patrimonio costruito alsaziano, ma anche le sfide legate alla sua conservazione, al suo adattamento alle esigenze contemporanee e alla trasmissione dei saperi necessari per restaurarlo.
Secondo i documenti conservati dalla famiglia di Denis, l’edificio originario risale al 1717, ma fu parzialmente distrutto, probabilmente da un incendio. Rimase soltanto la parte in pietra corrispondente alla cantina. Poiché le case a graticcio erano considerate beni mobili smontabili, nel 1781 la famiglia poté ricostruire la fattoria trasferendo una casa acquistata in un altro villaggio. Un registro conservato dalla famiglia documenta, mestiere per mestiere, le spese sostenute per quest’opera di ricostruzione.
La casa descritta da Denis Elbel dimostra la capacità del patrimonio costruito di evolversi per rispondere alle esigenze contemporanee, in particolare in termini di consumo energetico. Gli edifici storici non sono affatto incompatibili con prestazioni energetiche elevate. Al contrario. I materiali naturali e le tecniche tradizionali hanno dimostrato la loro efficacia nel corso dei secoli e hanno ancora un futuro, purché gli artigiani continuino a praticare e trasmettere questi saperi.



A dimostrazione di ciò, l’edificio ha ottenuto la certificazione di casa a basso consumo energetico grazie all’isolamento in calce e canapa, al sistema di riscaldamento e ai serramenti realizzati su misura, dotati di doppi vetri con intercapedine d’aria conformi ai requisiti delle autorità competenti per il patrimonio.
Dal 2010, questo complesso rurale, composto da diversi edifici disposti attorno a un cortile centrale, ha riunito decine di artigiani ed è diventato un vero e proprio cantiere-laboratorio, favorendo in particolare lo scambio di competenze tra professionisti provenienti da diverse regioni.
Questo esempio rispecchia perfettamente la missione di ASMA e costituisce una buona pratica, al pari dei numerosi altri progetti documentati dall’associazione nella sua pubblicazione ’s Blättel.