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Maria Cristina ed il sapone naturale

Categoria

Interviste

Data di pubblicazione

16/12/2022

Descrivi la tua professione, dando dettagli sui prodotti, i servizi, le competenze specifiche e il saper fare.

Da più di vent’anni mi occupo di produrre del sapone fatto a mano, utilizzando prodotti del territorio quali olio d’oliva, aloe vera ed olio essenziale di lavanda. Il risultato che ottengo sono delle saponette alle quali do la forma che più mi aggrada o che mi viene richiesta e composte da una formula bilanciata sulla base dei benefici attesi. Il sapone che produco possono infatti essere volti a detergere la pelle in modo delicato o a curare lesioni cutanee dovute ad esempio ad acne, piaghe o irritazioni. Per svolgere questa professione è necessario conoscere bene gli ingredienti che si usano ed il procedimento chimico della saponificazione a freddo che determinerà il risultato. Particolare attenzione dev’essere inoltre prestata al processo di lavorazione degli ingredienti e alla maturazione del prodotto prima del suo utilizzo.

Che materiali usi? Come e dove te li procuri?

I materiali utilizzati sono oli di produzione propria (olio d’oliva invecchiato non utilizzato) il miele, l’aloe vera, l’olio essenziale di lavanda e il latte, tutti materiali che compro da  produttori della zona e la glicerina la acquisto da un fornitore dei laboratori. Per il sapone per bucato si usa l’olio esausto e non applica la riduzione della soda.

Descrivi le tecniche, gli strumenti e i materiali che usi nel tuo lavoro.

In un recipiente si scioglie la soda all’aria aperta e si lascia sfreddare. In un bidone di capienza idonea si versa l’olio e l’acqua emulsionando questi componenti, dopo che la soda si è sciolta completamente e si è abbassata la temperatura a circa 30-35 gradi si versa lentamente nel bidone rimescolando continuamente. Quando la soluzione inizia a rapprendersi (in gergo si dice che si ha ” il nastro”) si aggiungono gli altri ingredienti rimescolando ininterrottamente. Infine appena il composto si addensa  copiosamente, si versa negli stampini in silicone, si lascia solidificare per un paio di giorni. Si estraggono dagli stampini e si lasciano asciugare e maturare per circa un mese.

Qual è il profilo tipico della tua clientela?

In genere la vendita è diretta con conoscenti e avvalendomi del passa parola. La quantità di prodotto non mi permette grandi vendite anche se conto di aumentare la produzione e di creare uno spazio nella vendita online.

A che età e in quali circostanze hai iniziato questo lavoro?

Circa a 45-48 anni ho iniziato a dedicarmi alla produzione di sapone naturale con tecniche di saponificazione a freddo.

Dove e per quanto tempo sei stato formato prima di essere pronto per iniziare la tua attività? In un istituto di formazione, con un artigiano o entrambi? Quale pensi sia il modo migliore per imparare il tuo lavoro oggi? Scuole, formazione con artigiani …?

Sono stata introdotta alla pratica della saponificazione da una mia amica, con la quale periodicamente facevamo il sapone.

Che ruolo hanno “talento” e “creatività” nella tua professione?

E per quanto riguarda l’innovazione, quali sono i cambiamenti da quando hai iniziato? Utilizzi nuovi materiali, strumenti o processi nella produzione e nel marketing? Qual è l’impatto dell’innovazione sulla tua performance? Come potrebbe la tua professione essere ancora più innovativa?

L’innovazione rispetto al passato consiste nel procedimento a freddo, l’uso delle formine che li rende di aspetto gradevole, l’aggiunta dell’aloe vera e la glicerina, quest’ultima si forma anche nella reazione chimica, quindi viene incrementata la morbidezza lasciata nella pelle.

Qual è il modo migliore per imparare la tua professione?

Qual è il tuo messaggio per le generazioni più giovani che vorrebbero scegliere la tua professione?

Bisogna credere nelle proprie idee e capacità, credere in ciò che si realizza con le proprie mani. Risultano sempre un’eccellenza rispetto a ciò che si crea meccanicamente e spesso vengono utilizzate sostanze create artificiosamente.

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