A settembre, le Giornate Europee del Patrimonio ci invitano a riflettere sul tema “Eredità a rischio: Rivivere, resistere, reimmaginare”, un invito a salvaguardare le tradizioni, le competenze e i luoghi che plasmano l’identità europea. Anche il Consiglio d’Europa riconosce la cultura e il patrimonio culturale come elementi essenziali per la democrazia, la resilienza sociale e la partecipazione dei cittadini.
Noi di Mad’in Europe crediamo che il patrimonio viva attraverso le persone che lo praticano, lo preservano e lo trasmettono. Durante la conferenza CRAFTOUR, organizzata da Mad’in Europe presso il Parlamento europeo, Alfonso Pallavicini, Presidente di European Historic Houses, ha sottolineato la crescente carenza di artigiani qualificati nel settore del patrimonio:
«Una delle questioni fondamentali è riavvicinare i giovani a un lavoro che li appassioni e far comprendere loro quanto sia bello restaurare qualcosa di inestimabile, perché, se nessuno è in grado di ripararlo, finirà semplicemente per scomparire.»
RESISTERE, RIVIVERE e REIMMAGINARE sono tre modi complementari per mantenere vivo e diversificato il nostro patrimonio culturale: resistere attraverso l’azione giuridica, politica e delle comunità; far rivivere il patrimonio dimostrandone il valore per la società contemporanea; e reimmaginarlo all’incontro tra ricerca interdisciplinare, design e creatività.
Le storie e le iniziative presentate in questa newsletter danno vita a queste tre azioni attraverso le voci di artigiani, architetti, formatori, professionisti del patrimonio e organizzazioni. Pur nella diversità dei loro approcci, un filo essenziale le unisce: l’educazione e la trasmissione. Perché senza trasmettere conoscenze, competenze e valori da una generazione all’altra, non può esservi una resistenza duratura, né una rinascita o una reinterpretazione del nostro patrimonio vivente.
Le Giornate Europee del Patrimonio, da un’iniziativa francese a una celebrazione in tutta Europa
1984 · FRANCIA:
Il Ministero della Cultura francese inaugura la prima “Giornata porte aperte nei monumenti storici”, invitando il pubblico a scoprire luoghi solitamente chiusi ai visitatori.
1985 · UN’INIZIATIVA CHE DIVENTA EUROPEA:
A seguito del suo successo, la Francia propone di estendere l’iniziativa a tutta l’Europa. L’idea viene accolta dal Consiglio d’Europa, che incoraggia altri Paesi a organizzare le proprie Giornate del Patrimonio.
1991 · UN QUADRO EUROPEO:
Con l’adesione di un numero crescente di Paesi, il Consiglio d’Europa stabilisce principi comuni e un quadro di coordinamento, riunendo le diverse iniziative nazionali nel programma delle Giornate Europee del Patrimonio.
1999 · UN PROGRAMMA EUROPEO CONGIUNTO:
L’Unione europea si unisce al Consiglio d’Europa in qualità di co-organizzatrice, rendendo le Giornate Europee del Patrimonio un programma europeo congiunto, accompagnato dallo slogan permanente “L’Europa, un patrimonio comune”.
Reimmaginare come trasmettere l’artigianato alle nuove generazioni
Comprendere una minaccia ha senso solo se ci spinge ad agire, a partire dalle nuove generazioni. È proprio questo l’obiettivo del progetto MINDCRAFTS, coordinato da Mad’in Europe: portare i mestieri artigianali legati al patrimonio nelle scuole, affinché i bambini possano scoprire queste competenze fin da piccoli. Permettendo ai giovani di avvicinarsi al fare attraverso l’esperienza diretta, il progetto ha cercato di far RIVIVERE il loro interesse per l’artigianato e di REIMMAGINARE il modo in cui le competenze legate al patrimonio possono essere presentate e trasmesse attraverso l’educazione. La guida rimane una risorsa pratica per insegnanti e formatori che desiderano trasmettere alle nuove generazioni il gusto per il patrimonio.
Mantenere vive le coperture vegetali vernacolari
I mestieri legati al patrimonio non sono immuni al cambiamento. Nella Lista Rossa dei mestieri artigianali a rischio del 2025, Heritage Crafts classifica le coperture vegetali vernacolari gallesi come patrimonio di competenze in pericolo critico. Da oltre quarant’anni, il maestro Alan Jones lavora per far RIVIVERE questa tradizione, mostrando come le coperture vegetali vernacolari facciano parte di un sistema locale circolare, in cui le stesse colture possono fornire sia cibo sia riparo. Nella nostra intervista, spiega come mantenere vive queste conoscenze possa anche contribuire a RESISTERE alla scomparsa dei materiali locali, dei saperi agricoli, dei paesaggi e dei legami comunitari che si sono sviluppati intorno a essi.
Dal 25 al 27 settembre, Alan porterà queste conoscenze in Toscana per un workshop pratico di tre giorni nei pressi di Massa Marittima, organizzato in collaborazione con ARUNDO | Costruzioni Organiche.
Riconnettere architetti e artigiani
La trasmissione dipende anche dalla creazione di luoghi in cui le conoscenze possano essere messe in pratica, condivise e tramandate. A Westhoffen, un piccolo paese dell’Alsazia, Noé Morin e Nadia Everard, fondatori de La Table Ronde de l’Architecture, hanno aperto una nuova scuola che riunisce architetti e artigiani. Ponendo le tecniche tradizionali, i materiali e l’apprendimento pratico al centro della formazione in architettura, la scuola intende far RIVIVERE una cultura condivisa del costruire e REIMMAGINARE la formazione degli architetti del futuro. Abbiamo parlato con Noé della visione alla base di questa nuova scuola.
Chi mantiene vivo il patrimonio?
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, abbiamo incontrato Virgil Declercq, da poco laureato in architettura e attualmente studente di giurisprudenza. Fondatore di Communauté Historia, membro del consiglio di amministrazione dell’Union des Artisans du Patrimoine (UAP) e autore di HÉRITAGE, promuove una visione del patrimonio che va oltre la semplice conservazione del passato. Dalla necessità di RESISTERE alla scomparsa del patrimonio quotidiano a quella di REIMMAGINARE il modo in cui l’architettura può riconnettersi con i territori, i materiali locali e gli artigiani, abbiamo parlato con lui del ruolo che le nuove generazioni possono svolgere nel mantenere vivo il patrimonio e trasmetterlo a loro volta.
Resistere per preservare il patrimonio vivente dell’Alsazia
Denis Elbel, presidente di ASMA, Association pour la Sauvegarde de la Maison Alsacienne, ci guida alla scoperta dello straordinario patrimonio delle case tradizionali alsaziane, dai materiali locali e dalle ingegnose tecniche costruttive fino alle sfide poste oggi dal loro adattamento. Ma la salvaguardia va ben oltre il restauro: ASMA consiglia i proprietari, collabora con artigiani e architetti, dialoga con i responsabili politici locali e, quando necessario, interviene per impedire le demolizioni. Attraverso diversi esempi, Denis mostra ciò che è necessario fare per preservare questo patrimonio vivente e trasmetterlo alle generazioni future.
L’apprendimento non formale può diventare un atto di RESISTENZA. Attraverso laboratori, apprendistati, iniziative comunitarie e trasmissione diretta, i saperi artigianali continuano a vivere, adattarsi e circolare, spesso al di fuori dei sistemi educativi formali. Il progetto BRICKS studia questi modelli di apprendimento e la loro complementarità con l’istruzione formale, con l’obiettivo di elaborare raccomandazioni per un maggiore riconoscimento e sostegno da parte delle istituzioni pubbliche. Riconoscere l’educazione non formale significa contribuire a far RIVIVERE i saperi a rischio, rafforzando al tempo stesso le persone, i luoghi e le comunità che li trasmettono alle generazioni future.
Il tetto: la prima linea di difesa
I tetti storici sono i primi a RESISTERE agli agenti atmosferici, proteggendo silenziosamente il patrimonio costruito europeo. Tuttavia, le competenze tradizionali necessarie alla loro manutenzione sono sempre più rare. L’architetto Marco Ermentini spiega perché dobbiamo far RIVIVERE questi mestieri e i saperi che li accompagnano: salvaguardare un edificio significa anche tutelare le persone e le competenze necessarie per prendersene cura.
Dalla comprensione all’azione
Di fronte a questa realtà, esistono soluzioni concrete, a partire dalla necessità di comprendere meglio il settore prima che i suoi saperi vadano perduti. Per RESISTERE alle sfide attuali, dobbiamo innanzitutto conoscere meglio i mestieri artigianali europei, il loro valore, i loro ecosistemi e le difficoltà che devono affrontare. Questo è il fulcro dell’obiettivo “Comprensione e valorizzazione” di CRAFTOUR: documentare i mestieri, sensibilizzare sul loro valore e individuare quelli a rischio. Queste conoscenze possono quindi orientare le politiche e le azioni concrete volte a far RIVIVERE il patrimonio artigianale europeo e a rafforzarne la trasmissione.
Reimmaginare l’arte della vetrata oltre il piombo
Come può l’arte tradizionale della vetrata RESISTERE all’evoluzione dei requisiti di sicurezza e ambientali senza perdere i propri saperi e le proprie tecniche? Mentre norme più severe sull’uso del piombo pongono nuove sfide ai piccoli laboratori, il Cerfav contribuisce a REIMMAGINARE il futuro di questo mestiere. Collaborando con artigiani e ricercatori, sviluppa e sperimenta leghe prive di piombo, unendo artigianato, scienza e sostenibilità affinché i saperi tradizionali possano adattarsi alle attuali sfide normative e di sicurezza.
Reimmaginare gli edifici storici per il presente
La ricerca contribuisce a preservare i saperi tradizionali, ma il patrimonio si evolve anche attraverso la pratica. Con progetti come la riqualificazione dello storico Mercado do Bolhão di Porto, Nuno Valentim Arquitectura mostra come possiamo REIMMAGINARE gli edifici storici per rispondere alle esigenze contemporanee, rispettandone al tempo stesso l’identità, i materiali e il valore culturale. In questo senso, l’adattamento diventa un modo per far RIVIVERE il patrimonio, mantenendolo attuale, utile e vivo.
Reimmaginare il rapporto tra artigianato tradizionale e patrimonio costruito
In questa intervista, Elena Vasic Petrovic, pluripremiata architetta specializzata nella conservazione, affronta un dilemma cruciale per il patrimonio contemporaneo: come possono le tecniche di copertura in lastre di pietra e le strutture lignee prive di chiodi RESISTERE in un’epoca caratterizzata da scadenze di progetto sempre più brevi e normative edilizie rigide? Condivide la sua esperienza su come REIMMAGINARE il rapporto tra artigianato tradizionale e patrimonio costruito, affinché questi saperi possano continuare a trovare spazio nella conservazione contemporanea.
Le storie raccolte in questa newsletter mostrano che mantenere vivo il patrimonio è un impegno collettivo. Artigiani, formatori, architetti, ricercatori, associazioni, comunità e istituzioni pubbliche hanno tutti un ruolo da svolgere nel creare le condizioni affinché i saperi possano continuare a essere messi in pratica, condivisi e adattati.
Come ci ricorda Lodovico Folin, direttore dell’Ufficio di collegamento dell’UNESCO a Bruxelles:
“L’artigianato tradizionale è forse la manifestazione più tangibile del patrimonio culturale immateriale”
RIVIVERE, RESISTERE e REIMMAGINARE significa, in definitiva, garantire che questi saperi rimangano vivi, affinché le generazioni future possano non solo ereditare il patrimonio europeo, ma anche continuare a plasmarlo e a farlo proprio.
Calendario
Questo autunno offre diverse occasioni uniche per scoprire e vivere il patrimonio:
Settembre
Dall’11 al 13 settembre: Artigianato e Palazzo, Giardino Corsini, Firenze, Italia
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Octtobre
Dal 6 all’8 ottobre: Crafted Origins: Celebrating Europe’s Craft Geographical Indications, nell’ambito della fiera dell’artigianato tradizionale OFICI, Cardona, Spagna
Dal 29 ottobre al 1° novembre: Salon International du Patrimoine Culturel, (Salone internazionale del patrimonio culturale), Carrousel du Louvre, Parigi, Francia
Novembre
Dal 5 al 7 novembre: DENKMAL, Fiera europea per la conservazione dei monumenti, il restauro e il rinnovamento urbano, Lipsia, Germania
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