L’inizio del mestiere
Comincio a fare i burattini a scuola seguendo gli insegnamenti del mio professore Paco Peralta, un artista di riconosciuto prestigio, al quale è stata conferita la Medaglia delle Belle Arti del Ministero della Cultura. Ha creato uno stile di burattini unico; tutto il suo lavoro si può vedere nel museo Collezione di Burattini Francisco Peralta di Segovia.
È stato lui a trasmettermi la vocazione del burattinaio e, a partire dai suoi insegnamenti, ho sviluppato tutta la mia carriera.
Una delle grandi lezioni che mi ha lasciato è che un burattino è movimento e deve raggiungere la perfezione espressiva per riuscire a comunicare con il pubblico.
Grazie al rapporto con molti altri burattinai e imparando nuove tecniche, ho adattato queste conoscenze ai pupazzi che volevo costruire per la mia compagnia. Si può dire che sono autodidatta e, allo stesso tempo, allievo di molti maestri.
Nel 1977 abbiamo fondato la compagnia La Tartana, che ha rappresentato più di 50 spettacoli. Dal 2005 Inés Maroto ed io lavoriamo nel laboratorio e dirigiamo la compagnia.
Il nostro lavoro
Nel laboratorio lavoriamo con molti materiali: ferro, alluminio, resine, cartapesta, silicone, argilla, legno, e anche con motorini, faretti, ecc., perché il nostro lavoro copre molte esigenze.
Cominciamo abbozzando come devono essere gli oggetti, i burattini e la scenografia, secondo uno stile determinato che caratterizzerà la nostra opera concreta. Si decide il momento storico, il tono, il ritmo, ecc. che si vuole dare allo spettacolo.
Si studia come migliorare il movimento degli oggetti per ottenere la massima espressività. La manipolazione di un burattino tiene conto del numero di persone che lo muoveranno; è inoltre necessario che mantenga la sua presenza scenica anche quando non è manipolato. Grazie alla ricerca svolta nel laboratorio de La Tartana, i burattini della compagnia sono diventati molto espressivi; sono manipolati con le dita, con le mani e persino con i piedi, e sono sostenuti con molle, grucce, ecc.
Nel nostro laboratorio cerchiamo anche soluzioni per rendere i burattini degli automi, cioè personaggi che si muovono meccanicamente sulla scena, a volte attivati dalla regia luci e suoni, altre volte dagli attori stessi.
Nel laboratorio de La Tartana non si realizzano solo burattini, ma anche tutte le scenografie. In molte occasioni la scenografia ha un ruolo da protagonista nello spettacolo e definisce lo spazio in cui si muovono i pupazzi, che sarà diverso a seconda che si tratti di burattini a guanto, da tavolo, di grandi dimensioni, ecc. Per noi la scenografia è sempre qualcosa di vivo e in trasformazione.
Ogni spettacolo de La Tartana apporta nuovi effetti e offre nuove soluzioni per ottenere la messa in scena desiderata.
Per chi è il nostro lavoro
Il nostro lavoro non è destinato solo a La Tartana; offriamo anche allestimenti per l’infanzia a centri culturali e amministrazioni pubbliche. Abbiamo creato paesaggi fantastici e scene natalizie. Creiamo sia spazi di gioco per bambini che grandi scenografie con automi, accompagnate da luci e suoni.
Abbiamo anche esposto piccole scene mobili con burattini di spettacoli che non sono più in tournée. La particolarità di queste esposizioni è che i burattini sono anch’essi in movimento (alcuni si possono manipolare con le mani, altri si mettono in movimento con luci e suoni premendo un pulsante). Queste esposizioni sono state presentate in teatri e musei in Spagna e in altri paesi europei. Alcune di queste scene si possono vedere presso il Centro del Burattino di Alcorcón.
Presente e futuro della professione
Penso che la professione del creatore di burattini stia crescendo in termini di riconoscimento artistico. Oggi il burattino è maggiormente apprezzato come oggetto di valore artistico e storico: sono nati musei di burattini tradizionali e di burattinai contemporanei, come il museo di Paco Peralta.
Il burattino, che agli inizi del XX secolo era fondamentalmente un oggetto di arte popolare, presente in poche case come giocattolo o intrattenimento, ha attraversato un periodo difficile in Spagna dopo la Guerra Civile. Sono rimaste pochissime compagnie o luoghi di rappresentazione: il teatrino del Retiro a Madrid con burattini a guanto; La Tía Norica a Cadice; in televisione burattini portati dai ventriloqui; e alcune compagnie familiari.
A partire dagli anni ’70 è rinato l’interesse per gli spettacoli di burattini e sono nati molti laboratori in cui si costruiscono pupazzi. La loro enorme potenzialità espressiva si è sviluppata e oggi si realizzano burattini per tutti i tipi di spettacoli: a La Tartana mettiamo in scena opere liriche, opere teatrali classiche, adattamenti letterari e racconti per il mondo dell’infanzia.
Quest’arte è in espansione come lavoro artigianale grazie alla varietà di materiali utilizzati. Per quanto riguarda il futuro del burattino come spettacolo teatrale, non sembra che sia in decadenza.
È importante distinguere il teatro di burattini, che crea personaggi da portare in scena, da un tipo di spettacolo chiamato teatro di oggetti, che non costruisce burattini precisi ma trasforma qualsiasi oggetto in un personaggio.
Trasmissione del sapere
Sia Inés Maroto che io trasmettiamo da molti anni il nostro sapere sull’arte del burattino attraverso laboratori. A partire dalla fondazione, nel 2021, del Centro del Burattino di Alcorcón, un centro promosso da La Tartana, divulghiamo lì in modo concreto e strutturato quest’arte: i nostri studenti ricevono una formazione completa dell’arte del burattino nell’arco di due anni.
I giovani interessati a questa professione iniziano così ad avere la possibilità di impararla, e non è più una professione solo di trasmissione familiare.